Per la sua posizione centrale, Denver, la capitale del Colorado, fervido polo culturale e artistico, è una base ideale per intraprendere un viaggio negli USA.
Dalla Mile High City si può partire alla scoperta del South West, in un’itinerario attraverso Colorado, Utah, Arizona, Nevada, che coniuga centri urbani molto interessanti, maestosi paesaggi naturali, stupende creazioni geologiche, con gran finale a Las Vegas.
La prima tappa, in Colorado, è Vail, deliziosa stazione sciistica, la più ampia degli Stati Uniti, incorniciata da un anfiteatro montano favoloso, che offre numerose opportunità sportive anche d’estate, stagione in cui la cittadina ospita notevoli manifestazioni culturali.
Vicino a Vernal, nello Utah, non si può non visitare il Dinosaur National Monument, straordinario sito geopaleontologico e archeologico, con resti di dinosauri databili a 150 milioni di anni fa e ragguardevoli cicli pittori rupestri, ascritti alla cultura di Fremont (700-1300 d.C.).
Si prosegue, in seguito, alla volta della capitale del Mormon State, quella Salt Lake City fondata nel 1849 sull’omonimo lago salmastro, quasi un miraggio biblico, da poche decine di pionieri mormoni che, dopo l’assassinio del loro profeta Joseph Smith, intrapreso la marcia verso una Terra Promessa.
Procedendo in direzione Sud, si arriva a Moab, ex centro minerario, oggi aprica località di villeggiatura, capitale mondiale del mountain biking e vitalissimo centro di attività outdoor, porta d’accesso a due Parchi Nazionali imperdibili, l’Arches e il Canyonlands: il primo, distante pochi minuti d’auto, vanta la maggiore concentrazione planetaria di archi in pietra, circa 2000, mentre il secondo, a una mezzoretta, è inciso dal Colorado e dal Green River, che incontrandosi tripartiscono questo rugoso reticolo di canyons, mesas e butte nei distretti di Island in the Sky, Needles e The Maze, una delle zone più remote e impenetrabili di tutto il Nord America.
Non meno stupefacente l’area protetta successiva, il Bryce Canyon National Park, una teoria di accidentati scoscendimenti che corrugano parte dell’Altopiano di Paunsaugunt, tra i 2400 e i 2700 metri di quota, celebre per le centinaia di hoodoos, noti in italiano come “camini delle fate”, svettanti pinnacoli di roccia sedimentaria, erosi e scolpiti dagli agenti atmosferici.
Raggiunto il Colorado, è il turno del re delle formazioni geologiche, il Grand Canyon, uno dei National Park più visitati degli USA, con oltre 5.5 milioni di accessi all’anno: non si tratta di una semplice gola, ma di una fenditura dall’aspetto apocalittico, lunga circa 450 km, larga, variabilmente, tra i 500 metri e i 29 km, che arriva a sfiorare, in profondità, i 1900 metri.
Quale migliore epilogo, per questo viaggio nell’America più spettacolare e rappresentativa, di Las Vegas, la Sin City del Nevada, insonne, folle, kitsch, inebriante, unica e inimitabile?